TennisTalker MagazineNewsSLAMLa prima volta non si scorda mai: sette volti nuovi, un solo sogno chiamato Slam
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La prima volta non si scorda mai: sette volti nuovi, un solo sogno chiamato Slam

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Dalle qualificazioni al main draw degli Australian Open: storie, talenti e destini incrociati dei debuttanti Slam

C’è un momento, nel tennis, che segna una linea netta tra il prima e il dopo. Non è una vittoria, non è un titolo né una classifica: è l’ingresso, per la prima volta, nel tabellone principale di uno Slam. Quest’anno sono sette i giocatori che hanno varcato quella soglia per la prima volta, superando le qualificazioni e conquistandosi un posto nel main draw degli Australian Open. Sette storie diverse, sette percorsi lontani, un’unica consapevolezza: d’ora in poi nulla sarà più come prima.

Rafael Jodar, il talento annunciato

Tra i nomi che più incuriosiscono c’è senza dubbio Rafael Jodar, per tutti “Rafa”. Spagnolo, next gen tra i più attesi del 2026, Jodar ha il tennis nel DNA e la naturalezza di chi gioca perché ama farlo. Ha iniziato a colpire la palla a quattro anni, in casa, e da allora non si è più fermato. Si allena a Madrid, adora il cemento e non potrebbe che avere come torneo preferito proprio l’Australian Open.

Non a caso è uno dei nomi segnalati anche dagli ‘addetti ai lavori’ ne Chi farà il grande salto nel 2026? Idolatra Rafael Nadal, ama il calcio (Real Madrid nel cuore, Jude Bellingham il suo atleta preferito), gioca a scacchi nel tempo libero e ascolta i Coldplay. Ha già vinto lo US Open Junior 2024 e ora si affaccia al grande tennis, quello con la “T” maiuscola. Il destino ha voluto che al primo turno lo attendesse un altro debuttante Slam: una sfida generazionale che va ben oltre il semplice risultato.

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Sakamoto, dal trono junior al grande salto

Dall’altra parte della rete di Jodar ci sarà infatti Rei Sakamoto, giapponese, vincitore degli Australian Open Junior 2024 ed ex numero uno del mondo ITF. È il primo teenager del suo Paese ad aver conquistato tre titoli Challenger, un dato che racconta da solo la rapidità del suo percorso. Arriva al main draw dopo aver superato al turno decisivo delle qualificazioni Giulio Zeppieri con un netto 6-2 6-2. Per uno dei due, Melbourne sarà già sinonimo di “prima vittoria Slam”. Per entrambi, probabilmente, solo l’inizio.

Budkov Kiaer, il danese di Bordighera

C’è poi Budkov Kiaer, danese, ex numero uno junior come altri protagonisti di questa nuova ondata. Ma Kjaer, per l’Italia, è anche “uno di casa”: si allena al Piatti Tennis Center di Bordighera, la stessa fucina che ha accompagnato Jannik Sinner verso l’élite mondiale. Vincitore di Wimbledon Junior 2024, Kjaer farà il suo esordio Slam contro il gigante del circuito, Reilly Opelka. Un battesimo durissimo, ma anche un’esperienza che accelera la crescita.

Liam Draxl, il sogno che non ha età

A 24 anni, Liam Draxl dimostra che i sogni non hanno una data di scadenza. Canadese, numero 145 ATP, si regala il primo Slam della carriera superando un ultimo turno di qualificazione non banale dove ha battuto l’esperto Mackenzie McDonald, sesta testa di serie del tabellone cadetto. Non è una favola improvvisa, ma il premio alla perseveranza. Al primo turno lo aspetta il bosniaco Damir Dzumhur.

Michael Zheng, il tennis come American Dream

La storia di Michael Zheng va oltre il campo da tennis. Nato nel 2004 e numero 174 del ranking ATP, è figlio di genitori emigrati dalla Cina agli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore. Prima che Michael nascesse, la famiglia lasciò la provincia dello Hubei per permettere al padre Joe di conseguire un dottorato in fisica. Con l’arrivo del boom tecnologico, Joe e sua moglie Mei scelsero poi di intraprendere carriere nel settore informatico.

“I miei genitori sono arrivati negli Stati Uniti quando avevano circa trent’anni, quindi ormai vivono qui da più di vent’anni. È un po’ come il sogno americano, credo”, ha raccontato Michael. Un percorso che va dal mondo accademico all’IT e che si completa con la passione per il tennis trasmessa al figlio.

Zheng giocherà ora il suo primo Slam contro Sebastian Korda, uno di quei match che, se l’avversario non è nella sua forma fisica migliore, possono cambiare il corso di una carriera. Il Tennis & The American Dream, qui, viaggiano davvero di pari passo.

Arthur Géa, la nuova Francia che avanza

Classe 2005, Arthur Géa è la stella nascente del tennis francese. A gennaio ha conquistato il suo primo titolo Challenger a Nouméa, entrando per la prima volta in Top 200. Una settimana dopo, il premio più grande: debutto Slam agli Australian Open, dove affronterà la testa di serie numero 17 Jiri Lehecka. Il 2026 è già il suo anno spartiacque.

Maestrelli, il sogno azzurro che commuove

E poi c’è lui: il nostro Francesco Maestrelli. Il suo finale della stagione 2025, con la vittoria al Challenger di Bergamo, lo abbiamo raccontato da vicino, passo dopo passo, da media partner. Ma nulla è paragonabile all’emozione vissuta a Melbourne, quando – al decimo tentativo – ha centrato il main draw di uno Slam: il pianto trattenuto a fatica e quella magica sensazione di poter dire “Ce l’ho fatta”.

Il bacio alla fidanzata Eleonora, l’uscita dal campo e le racchette affidate alla compagna con quella frase che sa di consapevolezza nuova: “Non te le far rubare, perchè ti assalteranno”. Non è solo gioia, è la certezza di essere entrato in un altro mondo.

Sette debuttanti, sette storie, ma un unico filo conduttore: il sogno che diventa realtà. Per qualcuno sarà solo una prima volta, per altri, l’inizio di una lunga serie. Ma per tutti, comunque vada, Melbourne resterà il luogo da dove tutto è cominciato…

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