Nel mondo del tennis professionistico non è comune vedere un campione impegnarsi anche fuori dal campo per difendere i diritti dei colleghi. E proprio questo aspetto ha sempre colpito profondamente Federico Coria parlando di Novak Djokovic
Durante un’intervista rilasciata a Santiago del Cile nel corso del torneo ATP locale, il tennista argentino ha raccontato il lavoro fatto dal serbo negli anni con la Professional Tennis Players Association, l’associazione fondata per rappresentare gli interessi dei giocatori.
“Djokovic lavorava per tutti noi”
Coria, ex numero 49 del mondo, ha spiegato quanto fosse sorprendente vedere Djokovic impegnarsi così tanto nella battaglia per migliorare le condizioni dei tennisti.
“Non riuscivo a capirlo: Djokovic metteva energia e impegno per far sì che tutti noi giocatori avessimo condizioni migliori”, ha raccontato.
Secondo l’argentino, il 24 volte campione Slam era costantemente coinvolto nelle attività dell’associazione, cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di colleghi.
“Mandava continuamente messaggi WhatsApp nei gruppi per organizzare riunioni e creare interesse tra i giocatori”.
Il tutto mentre, nello stesso periodo, stava inseguendo e superando i record dei grandi rivali.
“E allo stesso tempo stava competendo per diventare il più grande giocatore di tutti i tempi”.
Il rispetto dei giocatori per Novak
Per Coria non è un caso se molti tennisti parlano sempre bene di Djokovic quando si discute delle dinamiche del circuito.
“Quando parli con un giocatore, quasi tutti ti diranno cose molto positive su Novak. Molti hanno visto da vicino quanto abbia lottato per i diritti dei colleghi e per permettere a più persone di vivere di tennis”.
I piccoli miglioramenti nel circuito
Secondo Coria qualcosa è effettivamente cambiato.
“I prize money stanno aumentando e più giocatori riescono a vivere di tennis. Altri, almeno, non stanno più perdendo così tanti soldi come in passato”.
L’argentino ritiene che la pressione esercitata negli anni da Djokovic e dalla PTPA abbia contribuito a spingere il sistema a migliorare, anche se il serbo ha poi deciso di allontanarsi dall’organizzazione che aveva contribuito a creare.
Le nuove rivalità del tennis
Nel corso dell’intervista Coria ha parlato anche del futuro del circuito, soffermandosi sulla nuova generazione guidata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Secondo lui il tennis ha sempre avuto bisogno di grandi rivalità per appassionare i tifosi.
“È sempre stato così: prima Pete Sampras contro Andre Agassi, poi Roger Federer contro Rafael Nadal. E poi è arrivato il terzo ‘cattivo’: Djokovic”.
Ora, secondo Coria, la nuova storia del tennis potrebbe essere costruita proprio attorno al duello tra Sinner e Alcaraz.
“Le rivalità sono necessarie. E quando finiscono, la gente ne sente la mancanza”.




