Solidità da fondo campo, grande mobilità e adattamento: andiamo alla scoperta di Dalibor Svrcina
Con la vittoria contro James Duckworth, Dalibor Svrcina si è regalato un secondo turno da sogno contro Jannik Sinner. Un traguardo che profuma di consacrazione per il ceco, capace ancora una volta di ritagliarsi spazio nel palcoscenico più prestigioso del circuito.
Non è un giocatore imponente dal punto di vista fisico (appena 178 centimetri) ma Svrcina compensa con qualità che nel tennis moderno fanno la differenza. Solidissimo da fondo, rapidissimo negli spostamenti, dotato di piedi velocissimi e di una mobilità invidiabile, il classe 2002 costruisce i suoi successi sulla continuità e sulla pazienza. Ama appoggiarsi alla potenza degli avversari, assorbirne le accelerazioni e trasformarle in ritmo, logorando punto dopo punto. La regolarità è la sua arma principale, ma dietro quella trama ordinata si nasconde una notevole personalità.
Per lui è la seconda volta al secondo turno di un Masters 1000. La prima era arrivata lo scorso anno in Canada, a Toronto, quando da lucky loser seppe cogliere l’occasione battendo Alexander Blockx e conquistando un risultato che aveva acceso i riflettori sul suo nome. Un segnale chiaro di come Svrcina sappia farsi trovare pronto quando il livello si alza.
Le sfide con gli azzurri
Gli appassionati italiani lo ricordano bene. Solo la scorsa settimana, ad Acapulco, aveva disputato un ottimo match contro Flavio Cobolli, cedendo soltanto al secondo turno con un doppio 6-4 al termine di una sfida combattuta e intensa. E sul finire del 2025 aveva firmato una delle vittorie più significative della sua carriera, superando Matteo Berrettini ad Hangzhou e spingendosi fino ai suoi primi quarti di finale ATP.
Il suo percorso parla anche attraverso il circuito Challenger, terreno su cui ha costruito basi solidissime: nove finali disputate, cinque titoli conquistati, tre solo nell’ultima stagione tra Pune, Barletta e Cancun. Successi che raccontano di un giocatore in costante crescita, abituato a vincere e a reggere la pressione.
Ora, davanti a lui, c’è l’esame più affascinante. Sfida proibitiva sulla carta, ma Svrcina contro Sinner avrà l’occasione di misurare davvero la distanza dall’élite, con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere.




