TennisTalker MagazineNewsSLAMAustralian Open, Novak Djokovic: “Musetti era il miglior giocatore in campo. Irrispettoso saltare i 15...
Pubblicato in:

Australian Open, Novak Djokovic: “Musetti era il miglior giocatore in campo. Irrispettoso saltare i 15 anni in cui ho dominato” [VIDEO]

- Advertisement -

Novak Djokovic a tutto tondo: i complimenti a Musetti, la privacy sempre più assente all’interno del circuito e… la mancanza di rispetto di un giornalista verso la sua carriera

Devo cambiare marcia. Spero che nel prossimo match riuscirò a esprimere il mio miglior tennis. Non voglio togliere nulla a Musetti, ma penso di aver reso sotto al mio livello rispetto a quanto avevo fatto nelle partite precedenti. Devo giocare meglio”. Con onestà e sincerità, Novak Djokovic ha affrontato una conferenza stampa che probabilmente non avrebbe nemmeno mai pensato di fare. Sotto due set a zero, ha centrato comunque le semifinali a causa di un problema fisico che ha colpito Lorenzo Musetti proprio sul più bello.

L’infortunio di Musetti e il suo MTO

L’ho visto in difficoltà la prima volta nel terzo game del terzo set, quando gli ho fatto il break. Poi ho parlato con alcuni membri del suo team, tra cui Edoardo che era il mio agente, e mi hanno detto che sentiva dolore già all’inizio del secondo set. Oggi è l’esempio di quanto sia difficile il tennis: lui era il miglior giocatore in campo ed era in controllo della partita”.

Fisioterapista che è stato chiamato poco prima anche dallo stesso Djokovic. “Avevo una vescica che doveva essere controllata e bendata. Solo quello, non ho altri problemi”.

- Advertisement -

Gauff e le telecamere

Negli ultimi giorni diverse giocatrici hanno espresso frustrazione per le telecamere installate nelle aree dietro le quinte e nei corridoi dell’Australian Open, accusate di riprendere momenti che loro ritengono privati e di risultare invasive. Sette anni fa, quando queste telecamere furono introdotte, lo stesso Djokovic disse che stavano vivendo in un “mondo da Grande Fratello”.

Sì, ho visto cosa è successo a Coco dopo la sua partita. Capisco perfettamente come si senta. So cosa significa spaccare una racchetta: mi è capitato diverse volte in carriera. Conosco bene quella frustrazione, soprattutto quando giochi al di sotto delle tue possibilità. Sono d’accordo con lei. È davvero triste che non ci sia praticamente un posto dove potersi isolare, sfogare la rabbia o la delusione senza che una telecamera ti riprenda. Ma viviamo in una società e in un’epoca in cui il contenuto è tutto, quindi il discorso è molto più ampio. Faccio fatica a immaginare un’inversione di tendenza, cioè una riduzione delle telecamere. Se guardiamo la direzione in cui stiamo andando, sarà così o addirittura ce ne saranno di più. Io sono contrario. Credo che debbano esserci dei limiti, una linea di confine chiara”.

Prima Federer e Nadal, ora Sinner e Alcaraz

Ci sono similitudini per Djokovic tra l’inizio della sua carriera e la parte finale?

Trovo un po’ irrispettoso saltare tutto quello che è successo nel mezzo tra il periodo in cui, come dite voi, inseguivo Rafa e Roger e adesso, in cui dovrei inseguire Carlos e Jannik. In mezzo ci sono circa 15 anni in cui ho dominato i tornei del Grande Slam. Penso sia importante mettere le cose in prospettiva. Onestamente, non mi sento affatto uno che insegue. Roger e Rafa saranno sempre i miei grandi rivali. Ho grande rispetto per Jannik e Carlos: saranno loro i protagonisti. È il ciclo dello sport, io sto scrivendo la mia storia e il mio obiettivo è arrivare in finale in ogni torneo, specie negli Slam. Loro sono i migliori, ma io non mi arrendo. Lotterò fino all’ultimo punto”.

- Advertisement -
Classifica Super Simulata FITP esclusiva TennisTalker
Ricerca avanzata giocatori TennisTalker

Instagram Gallery

Tennistalker Club - 15% sconto su Tennis Warehouse Europe