Dopo l’accesso ai quarti, Amanda Anisimova mette un punto alle discussioni extra-campo e difende il suo diritto a non farsi strumentalizzare
Amanda Anisimova sorride in campo, vince e continua il suo percorso all’Australian Open 2026, ma in conferenza stampa sceglie di essere estremamente chiara: non tutto deve diventare una polemica. Dopo il successo su Wang Xinyu e la qualificazione ai quarti di finale per la prima volta a Melbourne, la statunitense ha deciso di affrontare senza giri di parole il tema che l’ha accompagnata negli ultimi giorni, quello delle interpretazioni forzate e delle discussioni che poco hanno a che fare con il tennis giocato.
“Internet è difficile”, ha spiegato Anisimova. “Ci sono giorni in cui mi dà fastidio, ed è normale: sono umana. Ma ho imparato che non vale la pena sprecare energie per questo.” Parole pacate, ma decise, soprattutto quando torna sull’episodio che ha generato il rumore mediatico: una domanda in conferenza stampa che lei aveva scelto di non commentare, perché – come ha chiarito – pensata solo per creare un titolo e non per parlare di tennis.
Amanda Anisimova was asked if what’s been happening in the U.S. over the last year complicates her feelings of playing under the American flag
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) January 22, 2026
“I’ve been asking a lot of the American players how it feels to play under the American flag right now. I’m curious how you feel..”… pic.twitter.com/hFMYBT05SE
“Era una domanda chiaramente indirizzata al clickbait. Era un mio diritto non rispondere. Non aveva nulla a che vedere con le mie opinioni politiche o con altro”, ha detto, sottolineando come molte reazioni siano state costruite su assunzioni sbagliate. “Le persone pensano di sapere quale sia la mia posizione su certi temi importanti, ma semplicemente non è vero.”
Anisimova ha anche spiegato perché ha deciso di cancellare un tweet pubblicato e poi rimosso: “Non ne valeva la pena. Non volevo dare ulteriore energia a qualcosa che non riguarda il tennis.” E quando le viene fatto notare che alcune sue parole o gesti siano stati fraintesi, la risposta è quasi rassegnata: “La gente dice sempre qualcosa. Amano parlare di tutto tranne che del tennis.”
Ora la attende un quarto di finale impegnativo contro Jessica Pegula, una rivale che non è mai riuscita a battere. Ma anche qui, niente drammi: “Ogni match è una storia nuova. Ho sempre la sensazione di poter competere contro chiunque.”
E proprio per smorzare qualsiasi polemica o discussione conclude dicendo: “Devo trovare il tempo per sistemarmi le unghie”. Il messaggio è chiaro: meno rumore, più tennis.




