Le dichiarazioni dopo il match di Lorenzo Musetti e Taylor Fritz, protagonisti degli ottavi di finale dell’Australian Open
La vittoria su Taylor Fritz non è stata soltanto un altro passo avanti nel torneo: è stata la fotografia perfetta di un Lorenzo Musetti maturo, consapevole e finalmente completo. Dopo il netto 6-2 7-5 6-4 sul tennista californiano, l’azzurro si presenta in conferenza stampa con il sorriso di chi sa di aver giocato una grande partita e di aver centrato un traguardo speciale. Con l’accesso ai quarti di finale dell’Australian Open 2026, Musetti entra in un club ristretto: aver raggiunto almeno i quarti in tutti e quattro i tornei dello Slam.
“La mia prestazione di oggi è stata solida. Avevo preparato molto bene il match e ho fatto tutto ciò che andava fatto per battere Fritz, che è un grandissimo avversario. Sono molto contento di aver raggiunto i quarti di finale qui per la prima volta”. Parole semplici, ma cariche di significato, che raccontano un giocatore ormai padrone del proprio tennis e della propria carriera.
Il cambiamento mentale
Nel corso del match Musetti ha mostrato una lucidità nuova, soprattutto nella gestione dei momenti chiave. E proprio su questo aspetto si sofferma l’azzurro, sottolineando il cambiamento mentale che lo ha portato a fare il definitivo salto di qualità. “Non so se Taylor avesse qualche problema fisico. All’inizio pensavo di sì, poi ha servito e giocato come sempre. Io però sono rimasto concentrato solo sul mio gioco, senza guardare cosa accadesse dall’altra parte della rete. In passato mi focalizzavo troppo sugli avversari, ora no. Gioco in maniera più aggressiva e mi sento sempre più in fiducia, anche su questo tipo di superfici”.
”Nole? Spero di avere la mia rivincita, sento di avere delle chance adesso”
Una fiducia che sarà fondamentale nel prossimo ostacolo, il più impegnativo possibile: Novak Djokovic. I precedenti non sorridono a Musetti, con un bilancio nettamente favorevole al serbo e la recente sconfitta nella finale di Atene ancora viva nella memoria. Ma l’azzurro non si nasconde e guarda avanti con ambizione. “Giocare contro Novak è sempre una sfida, specialmente qui a Melbourne dove ha vinto tantissime volte. Sarà un match molto difficile, ha avuto qualche giorno di riposo e credo sia contento per questo. Ma sento di avere delle chance adesso. In passato abbiamo giocato partite molto vicine, non sono stato abbastanza freddo per batterlo. Spero di avere la mia rivincita”.
Lo staff, che ha un ruolo fondamentale
Nel percorso di crescita di Musetti, un ruolo centrale lo gioca anche il suo staff, nonostante le difficoltà incontrate in Australia. “Al momento qui ho solo metà del mio team. Da quando è iniziato il torneo sono accadute diverse cose non positive, ma abbiamo trovato il modo di andare avanti. Mi stanno aiutando tantissimo a portare in campo la versione migliore di me stesso. Mi sento orgoglioso e voglioso di continuare a onorare questo torneo anche per quella parte del team che è rimasta a casa”.
Lorenzo Musetti è ai quarti dell’Australian Open, ma soprattutto è entrato in una nuova fase della sua carriera. Più maturo, più solido, più ambizioso. E contro Djokovic, ora, non parte più solo per imparare.
Taylor Fritz: “Musetti ha giocato molto bene. Se non miglioro fisicamente dovrò fermarmi”
Non cerca alibi, invece, Taylor Fritz, nonostante i problemi fisici che ha dovuto affrontare. “Non mi sono sentito bene: qualsiasi cosa facessi infastidiva il mio ginocchio. La situazione non è peggiorata, ma è rimasta costante per tutto il match”. Un problema che lo statunitense si porta dietro dalla scorsa estate e che, unito a un fastidio all’obliquo già emerso anche nella passata stagione, ha inevitabilmente condizionato il suo torneo. “Non voglio togliere nulla a Musetti. Ha giocato molto bene”.
I risentimenti muscolari e gli acciacchi fisici sono stati, purtroppo, una costante nella carriera del tennista californiano, spesso costretto a gestire il proprio calendario con grande attenzione. Proprio per questo, Fritz ribadisce quanto per lui siano fondamentali i tornei di preparazione in vista del primo Slam dell’anno. “Io odio arrivare agli Australian Open senza partite. Mi piace giocare la United Cup, mi sento sempre bene entrando nello Slam dopo aver giocato lì. Arrivare direttamente a un Major senza match sarebbe troppo rischioso per me”.
Un rischio che questa volta è stato amplificato da un’off-season tutt’altro che ideale. “Ho passato la pausa tra una stagione e l’altra quasi esclusivamente tra riabilitazione e palestra, facendo pochissimo campo. Non potevo fare altro”, racconta Fritz, lasciando emergere una preparazione inevitabilmente condizionata dai problemi fisici.
Guardando al futuro immediato, le certezze sono poche. Fritz spera di poter scendere in campo nei prossimi appuntamenti del circuito, ma senza forzare. “Spero di giocare a Dallas. Vedremo come reagiscono l’obliquo e il ginocchio, che negli ultimi tre giorni è peggiorato e non so nemmeno perché. Se non migliora, mi fermerò”.
Un’uscita di scena amara per lo statunitense, che lascia Melbourne con interrogativi aperti sul proprio stato fisico. Ma anche con la consapevolezza di aver affrontato un Musetti in stato di grazia, capace di imporsi con autorità e di prendersi, con pieno merito, la scena dell’Australian Open.




