Jannik Sinner e Luciano Darderi hanno parlato in conferenza stampa del derby di ottavi vinto a Melbourne dal numero 2 del mondo
Jannik Sinner ha domato il connazionale Luciano Darderi negli ottavi di finale degli Australian Open. L’altoatesino si è imposto tre set a zero in 2 ore e 11 minuti di gioco, interrompendo la miglior cavalcata Slam in carriera dell’italo-argentino. Dopo due set praticamente dominati dal due volte campione in carica, nel terzo si è giocato con più equilibrio e di fatti il set si è concluso solo al tie-break.
Da un lato Jannik si è detto soddisfatto del risultato, rimarcando la difficoltà nel giocare con un amico e connazionale. Dall’altro Luciano ha esaltato le qualità di Sinner, ammettendo di non aver ancora il livello per sovrastare campioni come lui e Alcaraz. Darderi può comunque ritenersi molto soddisfatto per quanto fatto in Australia, dove alla seconda partecipazione ha raggiunto per la prima volta in carriera un ottavo di finale Slam perdendo dall’avversario più complicato che potesse incontrare.
Le parole di Sinner in conferenza stampa
In apertura Jannik si è detto “felice di aver affrontato per la prima volta Luciano (Darderi) in un match ufficiale“, e felice del risultato soprattutto dopo un terzo set molto teso.
Sinner ha poi rassicurato tutti sul proprio stato di forma dopo le fatiche del turno precedente, dove a causa del caldo era quasi arrivato in ginocchio alla fine del secondo parziale. Jannik si è detto “fisicamente a posto” oggi.
Anche a Sinner come a Darderi è stato chiesto della Margaret Court Arena, campo nel quale non giocava da un paio d’anni.
“Per me ogni campo qui è molto bello, sono stato molto felice di andare sulla Margaret Court. Ho avuto l’impressione che il terzo set sia stato un po’ diverso perché si era fatto più tardi. Il campo rallenta un po’ e dalle 19:30 in poi le condizioni cambiano. Certo, può sembrare un po’ più veloce perché il campo in sé è un po’ più piccolo rispetto alla Rod Laver Arena. È la stessa cosa al Roland Garros se giochi sullo Chatrier o sul Lenglen. Credo dipenda da quanto spazio hai intorno per muoverti. Ma a essere onesti, non ho avvertito una grande differenza“.
L’attenzione si è poi spostata sul fitness tracker, braccialetto che raccoglie dati durante incontri e allenamenti e che sta accendendo qualche polemica quest’anno.
“Ci sono alcuni dati che ci piacerebbe monitorare un po’ in campo. Non è per una questione di dati in tempo reale, è più per poterli vedere dopo il match. Sono dati che vorremmo usare anche nelle sessioni di allenamento, perché in base a quelli puoi allenarti monitorando il battito cardiaco, quante calorie bruci e tutte queste cose”.
“L’arbitro mi ha chiesto subito se fosse un tracker, ho detto di sì e lui ha detto di toglierlo. Va bene così. Ci sono altre cose che potremmo usare, come la canotta tecnica (il “vest”), ma per me è un po’ scomoda. Ti sembra di avere qualcosa sulle spalle, è una sensazione diversa. Ma le regole sono regole, non lo userò più“.
L’ultima domanda è infine andata su Novak Djokovic, e il possibile vantaggio in termini di energie a fine torneo grazie al turno vinto per ritiro di Mensik. Il serbo e la sua ostinata ricerca del 25esimo titolo rappresentano per Sinner e Alcaraz forse l’incognita maggiore. Djokovic incontrerà sulla propria strada Lorenzo Musetti, mentre in un’ipotetica semifinale incrocerebbe proprio il cammino di Jannik Sinner.
“Non lo so. Io ora sono ai quarti di finale. Il mio prossimo match sarà molto duro, così come lo sarà quello di Novak. Ci sono pro e contro, in questo sport può succedere. Lui ha sempre avuto partite piuttosto rapide finora, e a volte un ritiro può anche spezzare un po’ il ritmo. Allo stesso tempo, può darti un po’ più di energia rispetto all’avversario. Dipende. Credo che non sia cambiato nulla, in realtà”.
“Io guardo al mio percorso. Ho davanti a me un quarto di finale molto tosto, che sia contro Casper [Ruud] o Ben [Shelton]. Mi concentrerò su quello. Se arriverò in semifinale, sarò molto felice. In caso contrario, sarà stato comunque un ottimo Grande Slam per me“.
Le parole di Darderi in conferenza stampa
“Lui (Sinner) nei primi due set è stato ingiocabile“, ha risposto così Darderi a una domanda sui possibili rimpianti a fine match. “Non sono entrato subito in partita, dopo un’ora ero quasi due set a zero sotto. Poi per fortuna mi sono svegliato e il terzo set è stato di buon livello, ho avuto le mie chance ma Jannik ha giocato molto bene“.
“Sono contento di essere salito di livello nel terzo set, ho avuto le mie chance e me la sono giocata. Sono tranquillo dopo questo terzo set, ho dimostrato di poter giocare a un buon livello“.
Si è divertito Darderi in questa partita?
“Divertito è difficile (sorride), devi stare attento a non perdere 6/1 6/1 6/1. Me la sono goduta, lui ha vinto il torneo negli ultimi due anni e non perde un partita dal 2024, vuol dire qualcosa no? Sono contento della mia settimana, agli US Open ho perso con Alcaraz e qui ho perso con Sinner quindi sono felice di aver perso con loro due negli ultimi due Slam“.
A tal proposito, a Darderi è stato chiesto quali differenze abbia notato da avversario fra Sinner e Alcaraz.
“Hanno un gioco diverso. Secondo me il servizio di Jannik è meglio di quello di Carlos, che forse ha un po’ più di mano a rete. Sono tutti e due forti. Sono contento della stagione e di come sta cominciando, se continuo così e non becco Jannik o Carlos posso giocarmela con tutti. Contro di loro entri in campo sapendo che sei già mezza partita sotto“.
Luciano è stato interpellato anche riguardo la scelta del campo, la Margaret Court Arena e non la Rod Laver Arena.
“Non lo so, non ci ho fatto caso e non so perché abbiamo giocato lì. Mi aspettavo di giocare sulla Rod Laver, Bublik ha detto che è un po’ più lento. Alla fine non sarebbe cambiato tanto, è sempre un campo da tennis, Jannik è il giocatore che è e io sono quello che sono quindi la partita è andata come doveva andare“.
Che strascichi lascia questo match contro Sinner? Tanti gli aspetti positivi per Darderi, che avrà degli ottimi dati su cui lavorare per il resto della stagione.
“Giocare queste partite ti da una carica in più. Oggi mi sono sentito un po’ indietro sulla velocità sia di gambe che di gioco, ma non giocando quasi mai queste partite è difficile prepararle. Ho capito come migliorare in risposta, e l’ho già fatto dalla fine del secondo set facendo un passo indietro. Far partire più scambi e giocare un po’ di più mi ha fatto avere le mie chance“.




