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Sveglia alle 6:45, sonno e caldo estremo: le parole di Musetti dopo la maratona con Machac

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La conferenza stampa di Lorenzo tra caldo estremo e consapevolezza fisica

Dopo oltre quattro ore di lotta contro Tomas Machac, chiusa al quinto set, Lorenzo Musetti si è presentato in conferenza stampa consapevole di aver scritto un’altra piccola pagina di storia: per la prima volta tre italiani sono negli ottavi di finale degli Australian Open, e lui è uno di loro.

Mi sento molto orgoglioso di far parte di questo trio. È la mia prima volta, quindi sono davvero, davvero felice”, racconta. La vittoria non è stata semplice, anzi. Musetti parla di una “battaglia durissima” contro un avversario che “ha giocato a un livello incredibile fino alla fine”.

Il match, spiega, ha richiesto un grande sforzo soprattutto dal punto di vista fisico. Il caldo, le condizioni estreme e un avvio non brillante lo hanno costretto a cambiare marcia. “Ho dovuto girare la partita con le mie qualità fisiche”, dice, sottolineando come il lavoro set dopo set abbia fatto la differenza. Migliorare le percentuali al servizio, prendere in mano lo scambio e cercare di comandare di più con il dritto sono stati passaggi chiave: “All’inizio non guidavo molto il rally, poi ho iniziato a muovermi meglio, a giocare più dritti. Probabilmente è stata questa la chiave del match”.

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Il quinto set ha aggiunto un’ulteriore variabile, con la chiusura del tetto e il passaggio improvviso a condizioni indoor. “Quando hanno chiuso il tetto faceva quasi freddo, con l’aria condizionata accesa. È stato un grande switch, anche la palla rimbalzava più bassa”, spiega Musetti.

Il suo stile di gioco, basato su movimento e costruzione del punto, è particolarmente dispendioso, soprattutto in giornate torride come quella vissuta a Melbourne. “All’inizio correvo molto perché non comandavo lo scambio. Poi lui ha iniziato a spingere ogni palla, perché era l’unico modo per provare a vincere i rally lunghi”, racconta. Ed è proprio lì che il suo tennis ha avuto la meglio: “La solidità e la costruzione del punto sono una mia forza. Mi sentivo preparato per giocare partite così, in queste condizioni e al meglio dei cinque set. Ero pronto fin dall’inizio”.

E sulle temperature estreme, Musetti ha detto: “La cosa più importante è bere tanto, rinfrescarsi, abbassare la temperatura del corpo soprattutto durante i cambi di campo”, spiega. Alimentazione e sonno fanno il resto, anche se non sempre è facile. La sveglia è suonata presto, alle 6:45, e addormentarsi presto non è mai scontato. “Ieri mi sono addormentato verso le 11, quindi non è stato un recupero al 100%”, ammette.

Guardando avanti, la fiducia non manca: “Adesso ho tutto il tempo per recuperare per il prossimo match”.

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