Le parole, direttamente dagli Australian Open, di Francesco Maestrelli alla stampa italiana dopo la meravigliosa vittoria contro Térence Atmane al primo turno
Era la prima volta nel main draw di uno Slam. Era anche la prima volta, in tutta la sua carriera, che Francesco Maestrelli si spingeva fino al quinto set. Eppure, guardandolo lottare in campo, non dava affatto l’impressione di un debuttante alle prese con qualcosa di nuovo. Il pisano ha rimontato con personalità dopo essere finito sotto di due set a uno, giocando un tennis maturo e coraggioso, come se quel palcoscenico lo conoscesse da sempre.
Per piegare la resistenza di Térence Atmane sono serviti numeri importanti: 60 vincenti e 28 ace, colpi che hanno scavato il solco decisivo in una partita intensa e combattuta. Per il francese, invece, l’appuntamento con il primo successo in uno Slam è rimandato ancora una volta.
L’inizio di stagione di Maestrelli non poteva essere migliore: qualificazione agli Australian Open e accesso al secondo turno. Ma nella sua testa le idee erano chiarissime fin dall’inizio. Non era volato a Melbourne per fare la comparsa.
Nemmeno due mesi fa, dopo la finale vinta al Challenger di Bergamo contro Marko Topo, aveva mostrato tutta la sua consapevolezza rispondendo a una domanda sul possibile impatto di quel successo sul cemento, per di più indoor, in vista dell’Happy Slam:
“Tantissima. Ho sempre pensato di essere più un giocatore da terra, nonostante la statura. Il cemento indoor poteva essere una superficie un po’ ostica per me e vincere un torneo così, a livello psicologico, può significare tantissimo”.
Detto, fatto. La fiducia si è trasformata in risultati: la prima vittoria Slam è arrivata sul cemento australiano, nel luogo in cui Maestrelli aveva deciso di dimostrare, prima di tutto a sé stesso, di poter stare davvero a quel livello.
”È un sogno”
Di seguito, invece, le parole del tennista pisano raccolte nella mixed zone con la stampa italiana presente a Melbourne. “Questa giornata significa moltissimo per me e per la mia carriera, è una di quelle giornate che sognavo fin da bambino, quando vedevo alla televisione questo torneo. È un sogno poter partecipare, mi sono guadagnato l’opportunità di giocare in tabellone e, ancora di più, è un sogno aver vinto la prima partita al quinto set. È veramente bellissimo. Stasera andrò a dormire con il sorriso”.
”Stiamo facendo un gran lavoro. Il tie-break del terzo set? Sono migliorato negli scambi”
Il classe 2002 di Pisa ha parlato della rimonta che ha dovuto fare sotto due parziali a uno, dopo che ha perso il tie-break del terzo set pagando semplicemente un dritto finito largo. “In verità perdere il tie-break del terzo è stato un colpo duro, pensare di dover vincere altri due set per portarla a casa è stata dura. Lì ho accusato un po’, problemi fisici, un po’ di fatica, qualche crampo. Ma in verità è stata anche una svolta, perché mi sono un po’ rilassato, ho cominciato a servire come mai fino a quel momento e mi sono anche sbloccato negli scambi. Sembrava che avessi alzato molto la mia qualità di gioco e, con il passare del tempo, mi sono sentito sempre meglio”.
Quanto può essere strano il tennis: una settimana sei entusiasta e quella dopo può essere più complicata. “È molto bello ricevere messaggi, attestati di stima e ottenere vittorie di questo, ma non penso che questa esperienza mi cambierà. Il tennis è molto mutevole, una settimana sei sulle ali dell’entusiasmo ma ci saranno tante altre settimane in cui le cose andranno meno bene. Penso soltanto a fare il mio percorso: stiamo facendo un grande lavoro con il mio team, cercheremo di tenere la testa sul nostro percorso e sul nostro lavoro quotidiano”.
“Djokovic? Mi sono emozionato”
La vittoria contro Atmane è valsa anche la chance di giocarsi un secondo turno da sogno contro Novak Djokovic, che qui a Melbourne ha vinto la bellezza di 10 titoli. “Quando me lo hanno detto mi sono un po’ emozionato. Anche se chiaramente parliamo di una partita molto dura, mi fa piacere poterlo affrontare. Sono felice di poter fare una tale esperienza e, perché no, giocarmela con le mie armi. È un giocatore proibitivo sulla carta, però io la interpreterò come un’altra occasione per crescere come tennista: il mio obiettivo non è fare il terzo turno quest’anno, ma alzare il mio livello di gioco, migliorare, giocare tante partite, prendere un po’ di stabilità e provare a giocare più volte questo tipo di tornei. Mi interessa più quello”




