Tra ritiro, ricordi del 2023 e le parole per Flavio Cobolli, l’ex campione si racconta al Corriere della Sera
In un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, Fabio Fognini ha raccontato il suo rapporto con il tennis dopo il ritiro dal circuito annunciato lo scorso luglio e ha condiviso i suoi pensieri sulla Coppa Davis e sui tanti giovani italiani emergenti.
“Ho capito subito quando mi sono allenato con Flavio Cobolli che era un cagnaccio, uno che dà sempre battaglia. È giovane, può crescere tanto. Ha grinta e non molla mai”, ha detto Fognini, sottolineando come l’azzurro, ora anche campione del mondo, stia facendo passi importanti.
L’ex tennista ligure ha raccontato di aver ricevuto l’invito ufficiale del presidente FIT Angelo Binaghi per assistere a Bologna all’Italia di Coppa Davis, ma non si è poi presentato: “Lo ringrazio, ma fino a qui ho preferito fare un passo indietro, anche se la Coppa Davis è sempre stata la mia vita“.
Probabilmente la sua mancata presenza è dovuta alla ferita ancora aperta per non aver potuto partecipare alla conquista dell’Insalatiera nel 2023 dopo non essere stato convocato da Volandri: “Ho molti cimeli. Le bandane, le maglie azzurre, le medaglie. Non ho la Coppa, è vero. Più che un rimpianto, però, direi che è un sogno irrealizzato. Vincere era un traguardo di cui avrei voluto fare parte, semplicemente perché me la meritavo. Sarebbe stato più giusto così. Non è successo. Il sogno è rimasto nel cassetto“.
Critico verso il nuovo formato della Davis, Fognini ha aggiunto: “Cosa penso della nuova Coppa Davis? L’hanno trasformata, dicono in peggio. Lo penso anch’io. I top player chiedono di disputarla una volta ogni due anni, non so cosa pensare. Certo i forfait di Sinner e Alcaraz le hanno fatto perdere smalto. Mancano i nomi, tra i top 10 c’era solo Zverev. Non fa bene alla Davis. Va rivista. Certo la priorità di Jannik e Carlos non sarà mai la Coppa Davis“.
Infine, parlando dei progressi che Cobolli deve ancora fare per crescere nel tennis, Fognini conclude: “Deve stare bene fisicamente, aggiungere livello tecnico, ma come carattere niente da dire. Con Bergs si è notato tutto: grinta, cazzimma e mai domo”.




