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Binaghi alza la voce: “La Coppa Davis è identità sportiva. Gli italiani hanno diritto di vederla”

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Numeri record, impatto sociale e una battaglia aperta sui diritti tv: la visione del presidente FITP per il futuro del tennis italiano

Non c’è solo entusiasmo nei toni di Angelo Binaghi durante la Coppa Davis a Bologna. C’è anche una nuova consapevolezza: il tennis italiano sta vivendo una stagione irripetibile, e questa occasione va difesa e resa accessibile a tutti.

Il fatto di avere la Davis in casa,” ha ricordato Binaghi, “è merito del Ministro Abodi e del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. In una sera gelida dello scorso dicembre hanno avuto il coraggio di cogliere l’occasione che avevo aperto con la Federazione Internazionale. Oggi possiamo dire che quella scommessa è stata vinta.”

Se i numeri confermano l’intuizione – oltre 60mila presenze giornaliere, spettatori da 73 Paesi, e un impatto economico complessivo di 143,8 milioni di euro – il messaggio più forte del presidente non è economico, ma culturale.

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La battaglia dei diritti televisivi

Per Binaghi il tennis non può restare uno sport “per pochi”. “Questa della Davis è una bella storia tra noi e la Rai,” ha spiegato. “Siamo titolari dei diritti e li abbiamo acquisiti proprio per convincere la tv pubblica a riconoscere al tennis lo stesso diritto all’esposizione che ha la nazionale di calcio.”

“Credo che Cobolli abbia gli stessi diritti di Scamacca. Il Paese deve conoscere i suoi talenti” ha poi affermato Binaghi sottolineando che non si tratta solo di risultati, ma di modello sportivo, valori, identità.

Le ATP Finals sono il prossimo fronte

Il presidente vorrebbe replicare lo stesso schema anche per Torino, ma il percorso è più complicato. “I diritti delle ATP Finals sono gestiti da ATP Media, di cui siamo azionisti. Le logiche sono ancora troppo orientate alla massimizzazione economica, non alla promozione globale del tennis. Ma la direzione deve cambiare. Noi faremo l’impossibile perché gli italiani possano vedere Sinner e i grandi del tennis senza barriere.

Un’eredità che va oltre il campo

La Coppa Davis non è stata solo grande sport. Secondo i dati Open Economics, il valore sociale generato dall’evento è altissimo, con un indice SROI di 5,04, vicino a quello delle ATP Finals e superiore alla media degli eventi sportivi nazionali.

A contribuire in modo decisivo è stata proprio la trasmissione in chiaro: “Quasi la metà dei benefici sociali nasce dal fatto che Rai e SuperTennis abbiano trasmesso la Davis liberamente. È una vittoria culturale.”

La dedica a Nicola Pietrangeli

Binaghi chiude con una dedica carica di emozione: “Questa è la prima volta in 25 anni che Nicola Pietrangeli non è con noi. Lui è la storia della Coppa Davis in Italia. Speriamo di averlo qui il prossimo anno, ancora a fianco della squadra.

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