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Voci dagli Internazionali di Bergamo – Federico Arnaboldi: “Io e mio cugino Andrea come Rinderknech e Vacherot”

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Le interviste esclusive di TennisTalker dal torneo bergamasco 

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Federico Arnaboldi, che ha raggiunto i quarti di finale del torneo Challenger di Bergamo, nel quale ha battuto la testa di serie numero 1, Shintaro Mochizuki (94 ATP), e il bosniaco Nerman Fatic (214 ATP), entrambi al terzo set.

Federico ha attraversato un periodo di difficoltà, nel quale è sceso alla posizione numero 408 nel ranking ATP. Nonostante la sconfitta contro Stefano Travaglia nei quarti di finale, questo periodo sembra quasi giunto al termine, perché può ripartire da una base solida, dopo questi due grandi risultati ottenuti in settimana.

La settimana a Bergamo

La prima domanda riguarda proprio il torneo: come si è trovato e come ha vissuto queste due lotte al terzo set in due giorni, dopo le qualificazioni. Sicuramente è stato molto difficile per lui giocare contro due giocatori molto diversi come stile di gioco, quali Mochizuki e Fatic, quindi si è dovuto adattare. La partita contro Fatic era nelle mani del bosniaco, avanti 5-4 al terzo set, con il servizio dalla sua, ma Federico è stato bravo a rimanere concentrato e ribaltare la partita.

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Complice di ciò è il grande lavoro psicologico, che il tennista lombardo ha svolto in questi mesi e continua a svolgere: dopo aver passato un lungo periodo negativo, forse si può ripartire da queste due grandi vittorie e lui conferma e ringrazia, perché si colgono i primi frutti, dall’aiuto di amici, parenti e di uno psicologo. Il classe 2000 spera di continuare con questo atteggiamento e di ottenere molto altro ancora, mettendoci tutto l’impegno necessario.

Cugini nel tennis

Come Rinderknech e Vacherot, un po’ più in giovane, Federico e Andrea Arnaboldi hanno condiviso molto, anche sul campo da tennis. Federico ritiene più un fratello Andrea, che lo ha aiutato e lo aiuta ancora moltissimo nel suo percorso, stanno lavorando molto bene insieme e auguriamo loro di raggiungere più traguardi possibili.

Gli abbiamo ricordato anche l’unico incontro tra i due, quando Andrea era ancora in attività, nel 2023: le qualificazioni del Challenger di Rovereto, in cui aveva vinto il più esperto, ma Federico era ancora giovane e inesperto. Per lui non è stato facile giocare una partita ufficiale contro di lui, ma è stato bello poterlo fare almeno una volta prima del suo ritiro.

Obiettivi in carriera

L’obiettivo principale è il miglioramento costante, soprattutto a livello mentale, su cui sta lavorando giorno dopo giorno. In termini di classifica, Federico conta di tornare entro i primi 200, per poter partecipare alle qualificazioni dei tornei del Grande Slam. Lo step successivo sarebbe, invece, di entrare in top 100: questo traguardo richiederà tempo, impegno e duro lavoro.

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