Il colpo spettacolare tentato e fallito nel momento decisivo, ha scatenato una pioggia di critiche sul francese che, in conferenza stampa, ha ammesso tutta la propria amarezza
Da ieri nel mondo del tennis non si parla d’altro: cosa gli è passato per la testa a Corentin Moutet? Il francese è finito al centro delle polemiche dopo una scelta che voleva essere spettacolare, ma che si è rivelata disastrosa e che ha contribuito all’eliminazione della Francia dalle Davis Cup Finals 2025 per mano del Belgio.
Collignon batte Moutet (leggi l’articolo)
Il colpo folle che ha cambiato tutto
La scena è di quelle che resteranno impresse a lungo. Moutet aveva dominato il primo set contro Raphael Collignon (6-2) e nel secondo si viaggiava sul filo dell’equilibrio: 6-5, 15-15. Una palla semplice, praticamente da chiudere a rete. E invece no: il francese ha preferito un colpo tra le gambe, a rimbalzo, di quelli da highlight… quando riescono però!
Questa volta invece si è trasformato in un autogol clamoroso. Da lì il crollo: gioco perso, set compromesso, e infine match sfumato al terzo (2-6, 7-5, 7-5).
Poco più tardi, con la sconfitta di Arthur Rinderknech contro Zizou Bergs, il verdetto: Francia fuori dalla Davis.
“La gente dirà che sono un pagliaccio”
In conferenza stampa, un Moutet visibilmente scosso ha affrontato la domanda che sapeva che tutti gli avrebbero fatto: “Sapevo che me l’avreste chiesto… ma non come prima domanda. Era davvero il miglior colpo da tentare? Probabilmente no. La gente dirà che sono un pagliaccio, e in questo momento mi ci sento anch’io.”
Ha poi provato a spiegare cosa gli sia passato nella testa: “Stress, tensione, adrenalina… tutto insieme. È stata una scelta sbagliata in un momento troppo importante. Se potessi tornare indietro, giocherei una normale volée. Non posso far altro che accettarlo.”
Il senso di responsabilità
Con la stagione migliore della sua carriera alle spalle, Moutet non aveva certo bisogno di un errore del genere per attirare l’attenzione. Ma quando si indossa la maglia della nazionale, il peso di ogni dettaglio raddoppia.
“Non stavo giocando solo per me: dietro ci sono i miei compagni, lo staff, e un intero Paese che sostiene. So bene di aver deluso tante persone. Fa male.”
Il numero 35 del mondo, pur colpito dall’ondata di critiche, ha cercato di restare lucido: “Quando quel tipo di colpi mi riesce, si parla di genialità. Quando sbaglio, divento la barzelletta del momento. Cercherò di non abbattermi troppo, ma devo essere onesto con me stesso: dovrò prendere decisioni migliori in futuro.”




