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Toni Nadal sul problema infortuni: “Proporrei di giocare con racchette più piccole”

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Toni Nadal è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport dove ha parlato di vari temi tra cui Sinner, le Finals e i tanti infortuni del tennis di oggi

Toni Nadal non rilascia mai dichiarazioni banali. Lo storico zio e coach di Rafa ha detto la sua su una serie di temi scottanti nel mondo del tennis, come il discusso problema del calendario che secondo molti tennisti sta causando i tanti infortuni che vediamo oggi (l’ultimo quello di ieri di Auger-Aliassime). Zio Toni la pensa diversamente: “Non è una questione di calendario. Ora molti saranno in disaccordo, ma il vero problema è che la palla va sempre troppo veloce. Non è una questione di quantità, ma di intensità e di violenza del gesto. Non ci sono quasi più giocatori “tattici” come Coria o Gaudio, che cercavano di costruire. Oggi spesso è solo una gara a chi colpisce più forte. E quando fai gesti così rapidi, quando arrivi a tutta velocità su una palla, freni e riparti, è facile che il corpo vada al limite e si faccia male. Io credo che bisognerebbe cercare di rallentare un po’ il gioco”.

La proposta di Zio Toni: un tennis fatto più di gesti che potenza

Alquanto originale è l’idea di Toni Nadal di ritornare ad un tennis più vicino a quello del passato: “Proporrei di giocare con racchette più piccole. Sarebbe più facile per gli amatori e più difficile per i professionisti, e il gioco sarebbe meno violento. La bellezza del tennis è poter vedere il gesto. Quando giocavano McEnroe o Nastase c’era tutto: gesto, mano, tattica. Il tennis è l’unico sport che inizia con un ‘calcio di rigore’: se servi bene, l’avversario non gioca… In altre discipline hanno cambiato le regole per aumentare lo spettacolo”. Ma il coach maiorchino si dice anche consapevole che questo cambiamento non potrà mai avvenire: “Non cambieranno mai, perché ai dirigenti interessano solo i top player. E questi preferiscono che tutto resti uguale: ‘No, no, se restiamo così io sono numero uno, numero due, non tocchiamo nulla…’ ” – ha detto alla Gazzetta dello sport.

L’ex allenatore di Rafa (e che recentemente ha aiutato anche Zverev) ha poi espresso delle opinioni sulle Finals, l’unico titolo che non ha ottenuto insieme a suo nipote. A tal proposito il coach ha scherzato sul motivo di questo tassello mancante nella carriera della leggenda spagnola: “Beh, intanto perché non hanno mai messo le Finals sulla terra…”. Poi ha giustificato così: “Al di là della battuta, Rafael ha sempre giocato bene su tutte le superfici, ma arrivava a fine stagione quasi sempre molto provato fisicamente”.

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Toni Nadal abbraccia suo nipote Rafa Nadal
Toni Nadal abbraccia suo nipote Rafa Nadal

Su chi vincerà quest’anno, il coach maiorchino si è espresso così: “Ovviamente i grandi favoriti sono sempre Alcaraz e Sinner. Negli ultimi tornei Jannik ha giocato a un livello altissimo, e credo che a Torino possa partire un filo avanti rispetto a Carlos, che onestamente appare un po’ meno a proprio agio su questa superficie così veloce. Sarà sicuramente una grande sfida, da non perdere”.

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